La salute: un bene prezioso

L’OSPEDALETTO DI IGBEDOR

 

 

 

La popolazione di Igbedor, in 10 anni di contriburti personali, e lavoro manuale,  e' riuscita a costruire un Ospedaletto in muratura e la casa per il personale medico 

 

La  mancanza di un ospedale in tutta l'intera area ha divulgato la presenza di 'finti' medici e infermieri che si presentavano da altri villaggi spacciandosi per medici e infermieri qualificati, prescrivendo medicine,alle volte addirittura facendo operazioni chirurgiche  e prescrizione di terapie  che irrimediabilmente hanno portato alla morte tanti, specie i bambini.

 

L'ospedale Federale piu' vicino si trova a 5 ore di navigazione con il barcone a motore che assomiglia a quei barconi della speranza che spesso vediamo in televisione. In esso hanno visto la morte durante la traversata tante donne in gravidanza, e bambini, e la nascita di altri alla presenza di passeggeri, senza igiene o acqua pulita….

 

Nell'agosto del 2008 con un particolare accordo con un ospedale della diocesi, venne inaugurato l'ospedaletto e si incominciò ad avere la presenza di due infermiere qualificate. Nell'accordo era prevista la visita di in dottore almeno una volta al mese, cosa che però sino al 2015 non avvenne.

 

I costi dei medicinali era molto elevato e la popolazione di Igbedor non poteva affrontare tali spese.

 

Alla fine del 2016 le autorità tradizionali del villaggio chiesero al nostro Istituto di prendere in gestione l'ospedaletto.

 

Dal 2017 , con un accordo scritto e firmato tra le autorità di Igbedor d il nostro istituto religioso, l'ospedaletto ha avuto 3 anni di ristrutturazione, dai pavimenti,ormai inesistenti, alla rimessa del tetto, ma soprattutto lo scavo di un pozzo per mezzo di una trivella, e quest'anno in febbraio, prima della pandemia, la potabilizzazione dell'acqua.

 

Di questo ringraziamo i tantissimi amici e volontari italiani che hanno contribuito in toto alla ristrutturazione: Giorgio Pizzotti, Intermed Onlus, gli amici di Verona e di Brescia, gli Ingegnieri Volontari, Pedrocchi per la donazione delle pompe, e il lavoro instancabile di assistenza del nostro “angelo" dr. Igwe che ha curato gratuitamente e assistito tutti coloro che da Igbedor e dai villaggi limitrofi hanno avuto problemi di saluti piccoli e grandi.

 

 

 

 

IL PERSONALE

 

 

Da oltre 1 anno, una delle nostre suore ha effettuato un training presso l'ospedale del nostro dr. Igwe ad Onitsha.

 

La suora ha effettuato un eccellente lavoro che l'ha abilitata ad offrire un primo soccorso.

 

In Giugno è rientrata presso la nostra comunità . Questo ci ha permesso di cominciare ad avviare l'ospedaletto.

 

Un'altra delle nostre suore ha già fatto richiesta di ammissione alla scuola per infermieri, test di ammissione che purtroppo è stato sospeso ed ancora non confermato a causa della pandemia del Covid-19.

 

Recentemente in agosto 2020, abbiamo avuto la gioia di avere un dottore che è già venuto a prestare servizio ambulatoriale per  2 volte.

 

La popolazione è veramente contenta e finalmente dopo tanta sofferenza e sacrifici possiamo dire di aver raggiunto un buon obiettivo.

 

Resta ancora un problema grosso la disponibilità di fondi che ci permetta di retribuire lo staff e il dottore e l'acquisto dei medicinali che hanno in costo elevato.

 

Ci occorrerà ancora l'aiuto dei nostri amici e volontari per migliorare la performance dell'ospedaletto. 

 

Tante attrezzature non sono ancora in campo e questo è uno dei problemi che dovremo affrontare a breve termine per fare in modo che tanti sforzi non vengano vanificati.

 

 

 

I BAMBINI

 

 

La maggioranza della popolazione è costituita da bambini tra gli 0 e i 15 anni.

 

Le malattie frequenti che si incontrano in  questa area rurale e sulla riva del fiume sino: la malaria, la febbre gialla, le infezioni intestinali, il tifo ad esempio, il colera, le vaccinazioni.

 

Rarissimi sono i casi di bambini celebrolesi, per fortuna. Per i pochissimi presenti al villaggio bisognerà sviluppare dei programmi di fisioterapia e accompagnamento psicologico.

 

Altri problemi che possono essere controllati per ridurre la mortalità nei bambini, sono: la varicella, il morbillo, la pertosse. Per essi sono necessari i vaccini che adesso grazie alla presenza del dottore potremmo avere il permesso dal Governo Federale di averli a disposizione.

 

L'ospedaletto gradualmente si aprirà anche al servizio medico per i villaggi limitrofi, 8 con un complesso generale di circa 8,000 abitanti per villaggio. 

 

 

LE DONNE IN GRAVIDANZA

 

Le donne nel villaggio di Igbedor sono il motore. In loro grava il peso della educazione dei bimbi e della loto sopravvivenza, fino all'età di 16 anni, età che per Tradizione Locale li introduce alla giovane età adulta. 

 

A 16 anni infatti un giovane comincia a costruirsi una casa di fango con il tetto di lamiera e andare a vivere da solo, gestisce la sua farm e la vendita dei suoi raccolti e della sua pesca.

 

Per le ragazzine invece è il tempo in cui cominciano a divenire autonome anche loro, nella coltivazione del riso, del pepe, della cassava, nella pesca e  ella vendita dei prodotti coltivati. Al contrario dei maschi, lei resta ancora in casa con i genitori fino a che qualcuno si presenta per chiederla in sposa, generalmente intorno all'età dei 19 anni. Sono rari i casi di matrimoni precoci, perché al contrario dei maschi sono ancora considerate delle bambine.

 

L’aborto clandestino purtroppo è una delle piaghe in Nigeria molto diffusa, soprattutto nelle zone interne rurali. Igbedor inclusa.

 

Le donne in gravidanza purtroppo non hanno alcuna assistenza. Fino ad oggi nel villaggio sono presenti delle levatrici che aiutano le donne al momento del parto,che avviene in casa, con igiene zero.

 

Le donne di Igbedor sono generalmente molto forti fisicamente. Basta dire che dopo circa un'ora dal parto, le so vede già attive, a spaccar legna o addirittura a recarsi nei campi.

 

Ma le nuove generazioni non mostrano più tale forza.

 

Tantissime donne hanno perso la vita durante il travaglio e il parto per complicazioni e il trasportarle in ospedale era praticamente impossibile. Altre invece hanno dato alla luce bambini già morti nel grembo, altre ancora hanno riscontrato problemi di infezioni e rischiato la vita perché magari la placenta non era stata eliminata del tutto….

 

L'assistenza,  l'accompagnamento, la formazione a diventare mamme è una delle basi fondamentali per il cambiamento, per la crescita dei bambini. Il nostro impego è che all'interno dell'ospedaletto ci siano spazi di ascolto, accompagnamento e formazione oltre che di assistenza medico-sanitaria per le neo mamme.

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